L'oggetto dal quale deriva il nome della nostra Associazione era uno strumento in legno in uso nelle caserme, fornito di buchi appositi, che veniva messo sotto i bottoni delle uniformi militari, in modo di poterli lucidare con il "sidol" e sfregarli con l'ovatta, senza sciupare il panno. La tradizione voleva che la "Stecca", al termine del servizio militare, venisse firmata da tutti i commilitoni, e custodita dal granatiere a ricordo del periodo passato sotto le armi.
Così il granatiere Baratelli, pensò a questo strumento come bandiera e come simbolo da far passare da una classe all'altra, al compimento dei cinquant'anni, a testimonianza dell'amicizia, principio basilare della nostra Associazione.

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